Raffreddore nei bambini: quando diventa un problema?

Gen 22, 2026 | Pediatria

Introduzione

Il raffreddore è una delle condizioni più comuni dell’età pediatrica. Naso che cola, starnuti, tosse leggera e malessere generale sono esperienze ricorrenti nei primi anni di vita. Eppure, anche un semplice raffreddore può generare molti dubbi nei genitori: quanto dura? Quando preoccuparsi? Può peggiorare? Bisogna andare dal pediatra?

In questo articolo ti spieghiamo cos’è davvero il raffreddore nei bambini, quando richiede attenzione medica e come gestirlo al meglio a casa, seguendo l’approccio integrato del Poliambulatorio IELED, che unisce competenze mediche e psicologiche per offrire un’assistenza a misura di bambino.


Cos’è il raffreddore?

Il raffreddore è un’infezione virale delle alte vie respiratorie, causata da oltre 200 tipi diversi di virus, tra cui i più comuni sono i rhinovirus. Si trasmette facilmente da persona a persona tramite:

  • Goccioline di saliva (starnuti, tosse)
  • Contatto con superfici contaminate
  • Mani non lavate dopo aver toccato naso e bocca

Nei bambini, il raffreddore è particolarmente frequente: possono avere anche 8-10 episodi l’anno, soprattutto se frequentano nido, scuola dell’infanzia o luoghi affollati.


I sintomi del raffreddore nei bambini

Il raffreddore si presenta con sintomi lievi ma fastidiosi, che possono variare da bambino a bambino:

  • Naso chiuso o che cola
  • Starnuti frequenti
  • Tosse leggera
  • Leggero mal di gola
  • Occhi lucidi o lacrimazione
  • Malessere generale
  • Febbre lieve (non sempre presente)

Nei lattanti e nei bambini piccoli, anche un banale raffreddore può compromettere l’alimentazione e il sonno, creando disagio sia per il bambino che per i genitori.


Quanto dura un raffreddore?

In media, il raffreddore dura 7-10 giorni, ma in alcuni casi può prolungarsi fino a due settimane, soprattutto nei bambini più piccoli o se si sovrappongono più infezioni virali.

Spesso i genitori si preoccupano quando il raffreddore “non passa”, ma va ricordato che il sistema immunitario dei bambini è ancora in fase di maturazione, e quindi ci mette più tempo a eliminare i virus.


Quando il raffreddore diventa un problema?

La maggior parte dei raffreddori guarisce da sola, senza bisogno di farmaci o interventi particolari. Tuttavia, ci sono situazioni in cui è importante contattare il pediatra.

Segnali da non sottovalutare:

  • Febbre superiore ai 38,5°C che dura più di 3 giorni
  • Tosse insistente e profonda
  • Difficoltà a respirare o respiro rumoroso
  • Irritabilità o sonnolenza eccessiva
  • Difficoltà a mangiare o bere
  • Secrezione nasale giallo-verde abbondante per più di 10 giorni
  • Comparsa di dolore all’orecchio (possibile otite)
  • Comparsa di macchie sulla pelle o altri sintomi insoliti

Nei bambini sotto i 3 mesi, anche un raffreddore lieve va sempre monitorato dal pediatra, perché il rischio di complicazioni è più alto.


Le possibili complicazioni

Il raffreddore in sé è benigno, ma in alcuni casi può predisporre a complicazioni, soprattutto se il bambino ha un sistema immunitario ancora immaturo o già indebolito.

Le complicazioni più comuni sono:

  • Otite media: frequente nei bambini piccoli, spesso si manifesta con febbre e dolore all’orecchio
  • Sinusite: nei bambini più grandi, se la congestione dura oltre 10 giorni
  • Bronchite o bronchiolite: se il virus si diffonde alle vie respiratorie inferiori
  • Laringite: infiammazione della laringe con tosse “abbaiante” e raucedine

Il nostro approccio IELED prevede una valutazione integrata e attenta, che permette di distinguere quando intervenire con farmaci e quando aspettare, evitando inutili terapie eccessive.


Come gestire il raffreddore a casa

Nella maggior parte dei casi, il raffreddore può essere gestito con cura, pazienza e qualche semplice accorgimento. Ecco cosa consigliamo:

1. Idratazione

Assicurati che il bambino beva a sufficienza. I liquidi aiutano a fluidificare le secrezioni e a mantenere le mucose idratate.

2. Pulizia del naso

Nei neonati e nei bimbi piccoli, la pulizia del naso è fondamentale. Puoi usare:

  • Soluzione fisiologica in spray o fiale
  • Aspiratori nasali (con delicatezza)
  • Nebulizzazioni saline o aerosol, se indicato

3. Umidificazione dell’ambiente

L’aria secca peggiora la congestione. Usa umidificatori o posiziona contenitori d’acqua sui termosifoni.

4. Alimentazione leggera

Offri cibi semplici e digeribili. In caso di poco appetito, non forzarlo, ma mantieni un’alimentazione liquida o semiliquida.

5. Riposo

Il riposo aiuta il sistema immunitario a lavorare meglio. Se possibile, tieni il bambino a casa da scuola o nido finché i sintomi sono attivi.


Farmaci: servono davvero?

Nella maggior parte dei casi, no.

I raffreddori sono causati da virus, quindi gli antibiotici non sono utili, a meno che non si sviluppino complicazioni batteriche (diagnosticabili solo dal medico).

Farmaci utili in casi selezionati:

  • Paracetamolo o ibuprofene: se c’è febbre o malessere evidente
  • Spray decongestionanti: solo sopra i 6 anni e per brevi periodi
  • Antistaminici: se c’è una componente allergica (su prescrizione medica)

Nel nostro Poliambulatorio IELED, valutiamo sempre con attenzione l’uso dei farmaci, preferendo strategie naturali e rispettose dell’organismo, compatibili con l’età evolutiva del bambino.


Raffreddore e benessere emotivo

Un bambino con il raffreddore può essere più irritabile, piangere facilmente, dormire poco e chiedere più attenzioni. Anche il genitore può sentirsi stanco, frustrato o in ansia.

Nel nostro Metodo IELED, teniamo conto anche di questo aspetto: ogni disturbo fisico ha un impatto emotivo, e il modo in cui il bambino viene accompagnato può fare la differenza.

Ecco alcune strategie per sostenere il bambino:

  • Rassicuralo con la tua presenza costante
  • Offrigli momenti di contatto fisico (abbracci, carezze, coccole)
  • Mantieni una routine semplice e prevedibile
  • Usa un linguaggio semplice per spiegare cosa sta succedendo

Un bambino che si sente accolto anche quando sta male recupera più facilmente, si fida del proprio corpo e costruisce sicurezza emotiva.


Prevenzione: è possibile evitare il raffreddore?

Non sempre. I virus circolano facilmente, soprattutto nei contesti scolastici o familiari. Tuttavia, ci sono alcune abitudini che aiutano a ridurre il rischio:

  • Lavare spesso le mani con acqua e sapone
  • Usare fazzoletti monouso
  • Evitare il contatto ravvicinato con persone malate
  • Garantire al bambino una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura
  • Assicurare un sonno regolare e sufficiente
  • Evitare ambienti fumosi

La prevenzione passa anche da un rafforzamento delle difese immunitarie naturali, che il nostro centro supporta con consulenze nutrizionali, supporto psicologico e valutazioni pediatriche personalizzate.


Conclusioni

Il raffreddore è un’esperienza quasi inevitabile nell’infanzia, ma non per questo va vissuto con ansia o preoccupazione eccessiva. Conoscere i segnali di allarme, sapere quando preoccuparsi e quando no, e avere strumenti concreti per aiutare il bambino sono le chiavi per affrontarlo con serenità.

Nel nostro Poliambulatorio IELED crediamo che anche il raffreddore sia un’occasione per educare alla salute e alla relazione, per costruire fiducia nel corpo e nella cura.

Ogni sintomo è un messaggio, ogni malessere un’esperienza da vivere insieme, con rispetto e attenzione.


Il tuo bambino ha il raffreddore e vuoi un parere medico?

Nel nostro Poliambulatorio IELED offriamo visite pediatriche, consulenze integrative e percorsi personalizzati per aiutarti a capire come affrontare al meglio anche i disturbi più comuni.

Contattaci: siamo al tuo fianco per sostenere la salute del tuo bambino, con uno sguardo completo e umano.

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